Tag Archives: Repubblica

Repubblica : Giannini, Zaia e l’intervista sdraiata

23 Juin

Scritto da Extraduzione.

Ne La scomparsa dei fatti (Milano, Il Saggiatore 2006), Marco Travaglio traccia un quadro desolante del giornalismo italiano contemporaneo. Lamentando, tra le altre cose, il fatto che ad un’analisi seria, rigorosa e fondata sui documenti si sia ormai sostituita l’abitudine a dar voce direttamente e senza filtro ai protagonisti della politica : protagonisti che il giornalista di turno lascia parlare a ruota libera senza contraddirli, senza provocarli con domande puntuali, senza metterli davanti all’evidenza.

È ad un ulteriore episodio di questo spettacolo deprimente che ho appena assistito durante il videoforum di Repubblica dedicato a Luca Zaia, neogovernatore della Regione Veneto.

Siamo nello studio di un quotidiano che si dichiara libero e opposto al regime, che ha condotto e conduce innumerevoli e meritorie campagne contro le menzogne e la corruzione del governo, contro gli attacchi alla magistratura, alla libertà di stampa, contro la scomparsa delle notizie dai telegiornali nazionali. Mi aspetto dunque legittimamente un’ora di serio, agguerrito dialogo, durante il quale Massimo Giannini ed Annalisa Cuzzocrea faranno il punto sulle spinte secessionistiche della Lega, sulle polemiche del ddl intercettazioni e soprattutto sull’ennesima uscita di Bossi, che ha attaccato una volta di più la Nazionale (e indirettamente, ma neanche tanto, l’Italia) affermando senza mezzi termini che la partita con la Slovacchia verrà comprata, e provocando una risposta immediata e durissima della Figc.

Ebbene no. Dallo studio di RepubblicaTV, davanti ai miei occhi spalancati per lo stupore, si srotola pian piano un’intervista assolutamente orizzontale durante la quale il vicedirettore di Repubblica e la sua collega non solo non mettono nell’angolo Zaia, ma lo corteggiano garbatamente, come si fa in ogni salotto buono. Gli permettono di dire in tutta libertà che no, non c’è alcun razzismo, che sì, il dialetto veneto è un criterio fondamentale per l’assunzione di nuovi lavoratori, che no, in Veneto non c’è lavoro nero per gli immigrati, e se c’è è colpa dei cittadini. Proprio così : infatti un utente nel frattempo ha preso il posto della difesa dei fatti lasciato libero da Giannini e si è permesso di scrivere in diretta dicendo che al nord il lavoro nero c’è eccome, e che se Zaia vuole rendersene conto non ha che da andare a vedere di persona. La replica di Zaia (indisturbato) è che, se il lavoro nero c’è, è colpa di cittadini come questo, che non lo denunciano. Non del sistema economico allo sfascio, non della crisi che spinge verso il mercato nero, non di un’immigrazione malgestita, non delle sacche razziste del nord e del sud Italia che emergono sempre più ovunque, adeguatamente stimolate dalla Lega : ma dei cittadini.

Un altro utente scrive per lamentare l’assenza degli investimenti nella ricerca e si definisce « in esilio ». Zaia risponde che dire « in esilio » è offendere l’Italia, perché in Italia la ricerca c’è e funziona benissimo, se lui se n’è andato, lascia intendere, vuol dire che non era abbastanza bravo. Giannini sembra scuotersi dal torpore ed accenna un timido « Beh no, la ricerca in Italia non sta proprio benissimo ». Ma dura un attimo. Infatti Zaia ha la risposta pronta : « Lei, Giannini, è qui a dimostrare che in Italia chi lavora avanza. Lei si è fatto il mazzo [sic] e adesso lavora a Repubblica ». Giannini risponde « Su questo non c’è dubbio », e riassume la posizione orizzontale.

E non una parola sul secessionismo, non una parola su Bossi. Il tutto sostituito da tanti, tanti salamelecchi, compresi gli apprezzamenti della redazione per il comportamento del neogovernatore, che non urla come i suoi colleghi. Andando avanti di questo passo, un bel giorno sentiremo un conduttore complimentarsi con un politico perché sa articolare parola invece di esprimersi a gesti e pernacchie.

Dopo mezz’ora di questo spettacolo ho inviato un commento in diretta al videoforum. Dicendo quello che provavo. Che ero allibita di vedere che persino nello studio di Repubblica si facesse un’intervista compiacente a Zaia. Aggiungendo, per inciso, che sono anch’io una ricercatrice « in esilio », perché la ricerca in Italia non va affatto benissimo.

Nello studio di uno dei pochi quotidiani che leggo (leggevo ?) ancora con qualche attenzione, il mio doppio commento naturalmente non è apparso. Censurato. Sono stati pubblicati in compenso svariati complimenti a Zaia, compreso uno in cui si proponeva « cloniamo lui, invece delle pecore ». Una proposta di sicuro interesse per il pubblico e per l’elettorato.

Scritto da Extraduzione.


Un petit aperçu de l’opinion qu’à Il Giornale sur les propos de Santoro

21 Mai

Santoro donne l’ultimatum au Pd avant d’aller encaisser
Francesco Cramer

ROME – Le thème du programme d’Annozero tombe vraiment bien, puisque ce dernier est centré sur Benoît XVI et sur les scandales de l’Eglise, vraiment bien pour se voir en martyr. Mais un martyr agressif, plein d’animosité, acide, parfois méchant. Avec tout le monde, sans exclure personne. Et surtout avec la gauche, avec Bersani, avec Zavoli, avec les représentants de la minorité au sein du Cda de RAI. Il frappe fort, Michele SaintOr, de plus en plus « Or » à cause de cette séparation consensuelle à coups de millions qu’il est sur le point de signer. On parle de 10 millions d’euros d’indemnité de départ, qu’il aurait pour se tirer. De quoi avoir les frissons, mais il ne faut surtout pas le dire car sinon on fait de la peine à saint Michele : « Ce sont mes oignons, mon indemnité est un fait personnel », tonne SaintOr, qui poursuit à coups de « furieux » et de « furax ». « Si on nous enlève le programme, les spectateurs sont furieux. Quand quelqu’un change, les gens sont furax ». Mais celui qui râle le plus, c’est lui. Il ouvre le feu sur Bruno Vespa aussi : « On prend des leçons de la part tout le monde, on en prend même de Bruno Vespa. Or, que Bruno Vespa puisse nous donner des leçons d’éthique et de contrats, lui qui est payé comme le plus récent des prix Oscar du meilleur acteur en premier rôle pour faire un programme en crise, alors ça, c’est vraiment trop… » Lire la suite

Affaire Scajola, Berlusconi crie au complot. Fini et Bossi: Ce n’est pas vrai

5 Mai

Le Cavaliere a pris l’interim et les oppositions attaquent: « Un énorme conflit d’intérêts ». Le president de la Chambre des députés : « Il n’y a aucune conspiration ». Le leader de la Ligue du Nord : « Les magistrats font leur travail »

ROME – « Je prends l’interim pour l’instant, mais il est clair qu’il y a une conspiration contre le gouvernement ». D’après la dèpêche Agi, Silvio Berlusconi se serait adressé ainsi à un groupe de sénateurs du PDL dans le Palais Grazioli. Le jour après la démission du ministre des Activités productives Claudio Scajola (qui a « créé un précédent dangereux car n’importe qui pourra maintenant demander la démission d’un ministre »), le Cavaliere ne remplace pas le ministre et prend sur soi cette charge. Toutefois, il ne renonce pas à crier au complot. Mais cette fois-ci, personne ne le suit : ni Gianfranco Fini, et cela allait sans dire, ni même Umberto Bossi. Le président de la Chambre des députés, interviewé sur Sky, prend ses distances : «Il n’y a aucune conspiration ni aucun acharnement des juges contre le gouvernement, protéger la légalité est un devoir de tous. Il faut accélérer sur le décret anti-corruption ». Le leader de la Ligue du Nord en fait de même : « Conspiration? Les magistrats font leur travail ». Lire la suite

Roman Polanski: « Non posso più tacere »

2 Mai

Anteprima: ecco la lettera di Roman Polanski che domani sarà anche su Repubblica

Spezza il silenzio. Dal suo arresto in Svizzera il 27 settembre, su richiesta della giustizia statunitense, Roman Polanski aveva taciuto. Dopo essere stato messo agli arresti domiciliari il 4 dicembre, continuava a mantenere il silenzio. Ma nel momento in cui l’estradizione verso gli Stati Uniti si precisa, il cineasta ha deciso di rivolgersi all’opinione pubblica. Ha redatto questo testo, « Non posso più tacere », pubblicato sul sito La règle du jeu diretto dal suo amico Bernard-Henri Lévy. Sarà diffuso domani, lunedì, su New York Times, El País, La Repubblica, diversi giornali tedeschi e svizzeri. Libération, che parimenti pubblicherà il testo, vi dedicherà tre pagine. Ecco il testo. Lire la suite